Tuesday October 20 2020
4 Novembre 2012

Sfide e rischi nel mondo Web

Il giorno 23 ottobre alle 20.30 i genitori degli allievi della Scuola Media erano invitati ad una conferenza tenuta da don Valter Rossi, direttore della rivista per giovani Mondo ERRE ed exallievo del nostro liceo classico, sul rapporto mondo giovanile web. Il titolo della conferenza era “Sfide e rischi nel mondo Web”;  nella serata poi il prof. Schinetti ha presentato anche negli aspetti generali il nuovo sito WEB di valsalice che entrerà in rete ai primi di novembre.

Di seguito riportiamo alcune considerazioni che genitori presenti hanno inviato nella speranza di favorire anche coloro che non hanno potuto esserci e allo scopo di suscitare ancora il confronto e lo scambio su queste tematiche che riteniamo fondamentali per conoscere bene il mondo virtuale che nei nostri ragazzi si fa realtà.

Personalmente, non essendo assolutamente una “digitale”, per citare don Valter Rossi, ho trovato molto interessante l’argomento della serata, trattato in maniera chiara e precisa, soprattutto con un linguaggio accessibile a tutti.

Mi ha particolarmente colpita, e preoccupata, il rischio enorme che corrono i nostri ragazzi quando, per leggerezza e inconsapevolezza, postano su internet foto e commenti che potrebbero, un domani, essere fonte di problemi o, ancor peggio, del cyber bullismo.

I nostri figli non si rendono conto della pericolosità e della potenza del mezzo che hanno a disposizione, dell’attenzione smisurata che ogni postalizzazione riceve.

Ho riflettuto sul fatto che, sì, il controllo a posteriori di ciò che i ragazzi scrivono su Facebook o altri social network è sacrosanto e indispensabile, ma più ancora è importante far crescere in loro il concetto di “pudore” e di riservatezza, perché siano in grado di discernere cosa è condivisibile e cosa non lo è. Devono capire che alcuni pensieri ed opinioni si condividono solo con le persone veramente vicine, che sono in grado di comprendere e non strumentalizzare. Tutto questo è ancora più importante quando si tratta di foto, non solo per i pericoli più ovvi, ma anche per il cattivo uso che potrebbe farne un ex amico o un ex fidanzato/a, con conseguenze devastanti, come purtroppo anche la cronaca ha recentemente riportato.

Mio marito ed io abbiamo deciso di provare a conoscere meglio questi strumenti, in modo da poter affrontare con i nostri figli l’argomento con cognizione di causa.

Mamma di allievo di prima 

RAGAZZI APPESI A UN FILO (I pericoli del web)

Il “filo” del titolo è quello che collega il computer di casa alla presa di corrente: ormai superato anch’esso dalle tecnologie wireless e dall’esplosione delle potenzialità dischiuse dai cellulari e dai loro “discendenti”  fino all’ultimo i-phone, a dimostrazione di quanto la tecnologia corra veloce, spesso più veloce delle capacità di adeguamento dei genitori ai comportamenti e ai linguaggi dei propri figli “digital born”.

Dopo aver fornito esempi anche scioccanti (video da “Youtube”, servizio televisivo su “Messenger”) dei brutti incontri che si possono fare su Internet, don Rossi ha invitato a riflettere sulla irrevocabilità di quanto immesso, spesso in modo sconsiderato, sulla rete: una foto “hard” scattata con un telefonino può finire nelle mani di un amico poco compiacente; un commento impulsivo o esibizionistico postato su Facebook può finire anche sotto gli occhi di chi vaglia una richiesta di lavoro; ecc.

E’ dunque fondamentale educare i nostri figli non solo, come è sempre stato, al senso del pudore, ma anche a quello della privacy, abituandoli a riflettere sempre sulle conseguenze potenzialmente negative di certi comportamenti, e quindi ad astenersene.

Siamo anche qui in presenza di una vera “emergenza educativa”. Davanti a un mondo tecnologico di cui si fa fatica a tenere il passo, non si può nascondere la testa sotto la sabbia e confidare solo nella Provvidenza, come non ci si può limitare a irrealistici divieti. Occorre essere capaci di assumere le proprie responsabilità di genitori: imparare a conoscere le nuove tecnologie e il mondo degli adolescenti; giudicare le novità senza preconcetti, ma anche alla luce della fede (e questo vale soprattutto per chi come noi ha scelto l’educazione in una scuola cattolica); combinare azione educativa positiva, divieti e concessioni.

Tra i mille pericoli, la tecnologia ci offre però anche molti aiuti; don Rossi ha ricordato la possibilità di dotare gli apparecchi di filtri contro pornografia e violenza (p.es. quello di www.davide.it) e ha segnalato che esistono numerosi siti su cui trovare consigli e indicazioni operative: tra i tanti www.sicurinrete.it, del Centro Giovani Online, promosso da Adiconsum e Save the Children proprio per “per un uso responsabile e consapevole dei nuovi media da parte dei minori”.

In conclusione, è soprattutto da fuggire la logica del “lasciamo che i giovani facciano le loro esperienze”. Non è vero che “sbagliando si impara”:  altrimenti, perché gli insegnanti correggono i compiti? “Facendo giusto si impara”: ma siamo noi a dover insegnare ai nostri figli a “fare giusto”, su Internet e non solo …

Papà di allieva di terza

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