Tuesday October 20 2020
26 Marzo 2014

John: da bambino soldato a testimone di speranza

bambinisoldatoI ragazzi di terza e seconda media hanno incontrato nella mattinata di mercoledì 26 marzo John, un ragazzo di 25 anni originario della Sierra Leone.

John inizia il suo intervento raccontando di quando a 9 anni vede dalla finestra della sua scuola  la sua casa bruciare con dentro i suoi parenti spinti a forza da un gruppo di ribelli giunti nel suo villaggio. Parla con nostalgia della sua bella terra, ricca di cacao, caffè, oro e diamanti. Sono  beni che fanno gola ai “signori della guerra ” delle due fazioni politiche che da anni lottano per il potere spargendo sangue e perpetuando la pratica tremenda delle mutilazioni degli arti.  John ci parla con voce rotta dall’emozione della fuga  con il fratello e dell’incontro con quegli stessi gruppi di ribelli che hanno sterminato tutta la sua famiglia. Assiste a barbarie di ogni genere e sotto l’effetto della droga anche lui viene obbligato ad uccidere e a mutilare. Ci confida il grande peso che ha sul cuore: aver ucciso parecchi uomini e aver tagliato la mano al suo migliore amico che lo implorava di risparmiarlo. Per questi orrori ci confida che ogni giorno egli chiede perdono al Signore.

I suoi occhi malinconici parlano più delle sue parole quando passa a narrare l’epopea della fuga verso la Libia attraverso il deserto. Due settimane appollaiato sul tetto di un camion di contrabbandieri. Unici beni in suo possesso  due pezzi di pane e la Bibbia. E quando un ragazzo gli chiede cosa sia stato a dargli la forza di sopportare tutto ciò lui risponde prontamente parlando della lettura quotidiana proprio della Bibbia. E poi dalla Libia a Lampedusa a bordo di una barca condivisa con numerosi altri fratelli di disperazione. E a bordo ancora orrore: assiste alla morte di alcuni compagni d viaggio buttati in mare per alleggerire l’imbarcazione.

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Il suo viaggio prosegue da Lampedusa a Roma dove per due anni resta in un centro per rifugiati: una gabbia come la definisce lui. La sua storia viene raccontata da un quotidiano e un anziano sacerdote di Castelnuovo decide di ospitarlo nella sua casa parrocchiale. Da quel momento la vita di John cambia. Da pochi mesi John frequenta un corso di italiano e un corso di potatura. Gioisce delle piccole cose che la vita semplice gli offre. Gira nelle scuole per raccontare la sua storia che però è la storia di tanti altri. Il dramma dei bambini soldato è tristemente attuale così come la realtà dei rifugiati che scappano da situazioni di morte e sofferenza per approdare, chi ce la fa,  sulle coste di quella che considerano la terra promessa.

E in questo tempo di Quaresima la testimonianza di John ha anche una valenza più profonda: invita anche noi ad  una conversione profonda, a cambiare vita. Anche noi dobbiamo fuggire da certe guerre interiori: dagli egoismi, dalle intolleranze, dai litigi, dalle gelosie, dalle piccolezze che a volte l’assenza di reali problemi induce.

Prof.ssa Valentina Fraire

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