Tuesday November 19 2019
10 Ottobre 2019

I nuovi docenti insieme per i ragazzi

Qualche giorno fa si sono svolti due incontri con i docenti neoassunti a Valsalice per riconoscere ed identificare le tracce del carisma salesiano da seguire nella non sempre facile impresa dell’educazione. Di seguito, le riflessioni dei due momenti.   

 

I docenti assunti nel settembre 2017 e 2018 hanno partecipato alla seconda tappa del viaggio all’interno del carisma salesiano e del sistema educativo di don Bosco. Ad ospitarci durante questa giornata di formazione è stata la Città di Chieri, ove Giovanni si è formato trascorrendo dieci anni della sua vita, dal 1831 al 1841. Ad accompagnarci e guidarci alla scoperta dei luoghi frequentati da don Bosco è stato don Fabiano Gheller. 

Nel corso della mattinata e del primo pomeriggio, il tutto inframezzato da un lauto e ristoratore pranzo presso la casa salesiana di Chieri, don Fabiano ci ha accompagnati a visitare alcuni dei luoghi più significativi che hanno segnato il periodo di formazione del giovane don Bosco: dalla visita alla casa dell’amico ebreo Giona – poi convertitosi al cattolicesimo grazie all’influenza di Giovanni – alla sosta meditativa presso la chiesa di S. Antonio; dal Caffè Pianta – ove Giovanni raggiunse il giusto connubio tra l’ambito pratico e quello intellettuale – al momento di preghiera al Duomo. Parecchi spunti di riflessione propostici da don Fabiano ci hanno permesso di conoscere e approfondire molti aspetti della nostra azione carismatica nell’ambito della scuola.

La giornata si è poi chiusa con un momento di condivisione: dopo averci diviso in diversi gruppi, don Fabiano ci ha affidato il compito di confrontarci, al fine di stabilire quale tra le esperienze di Giovanni Bosco vissute a Chieri fosse a noi più affine, e per quanto riguarda i ragazzi che stiamo formando, e – più in generale – per ciò che riguarda la nostra esperienza di insegnanti. Abbiamo infine tentato di trovare qualche proposta concreta che possa trovare un riscontro pratico nelle nostre scuole. Da questo momento di riflessione e condivisione è emersa con chiarezza l’attualità delle problematiche vissute da don Bosco rispetto a quelle che oggi vivono i nostri ragazzi. In particolare, si evince come questi possano trovare in don Bosco un solido punto di riferimento. D’altra parte, per quanto riguarda noi insegnanti, diversi gruppi hanno sottolineato l’importanza –  all’interno del nostro cammino di educatori – di porre i ragazzi sempre al centro delle nostre azioni.

Diego Melchionda

In occasione dell’inizio dell’anno scolastico si è tenuto il corso di formazione per i neo-assunti presso il Colle Don Bosco. L’incontro costituisce la prima di diverse tappe del viaggio all’interno del carisma salesiano e del sistema educativo di don Bosco. Questa prima tappa è articolata in due incontri: il primo tenutosi al Colle Don Bosco e un secondo che si terrà a Valdocco il 14 marzo 2020.

La giornata è iniziata alle 9:30 con il saluto del Sig. Ispettore, don Enrico Stasi, il quale ha brevemente presentato l’organizzazione ispettoriale e la realtà scolastica nella pastorale giovanile salesiana nelle scuole presenti in Piemonte e in Valle d’Aosta. In seguito, don Luca Barone, il direttore della Casa salesiana del Rebaudengo, ha accompagnato i docenti in un viaggio alle radici dell’esistenza e della spiritualità di Don Bosco attraverso il racconto della sua vita, la visita della Basilica, della Casetta, del Museo Etnologico Missionario Don Bosco e del Museo della civiltà contadina dell’Ottocento.  La scelta di organizzare questo primo incontro introduttivo al Colle è stata tutt’altro che casuale. Infatti, nel corso della giornata è apparso evidente il forte significato simbolico di questa scelta poiché l’educatore salesiano non può non ritornare a Don Bosco, per conoscerlo e scoprire la sua storia con passione, entusiasmo e curiosità. Come ha più volte sottolineato Don Luca, l’educazione salesiana non è neutra: è esplicita e porta avanti un messaggio ben chiaro.  «Insegnare» è una parola forte, significa «segnare dentro» facendo in modo di tirare fuori le caratteristiche individuali dei nostri studenti e, allo stesso tempo, lasciare un segno nelle loro vite. Don Bosco sosteneva che in ogni giovane, anche il più infelice, c’è un punto accessibile al bene: come insegnanti, il nostro obiettivo deve necessariamente essere quello di cercare con tenacia e determinazione questo punto, senza limitarci a trovarlo.

Dopo il pranzo presso il ristoro Mamma Margherita, i docenti hanno continuato il loro “viaggio” nel pomeriggio; hanno letto e commentato testi, riflettuto, condiviso prime impressioni e idee su cosa significhi nel profondo insegnare in una scuola salesiana. In questa fase la parola è stata data agli insegnanti, i quali hanno avuto modo di confrontarsi sulla loro interpretazione del carisma salesiano e discutere come esso possa essere messo in pratica nella realtà scolastica.

La giornata è stata senza dubbio un’arricchente occasione per vivere e condividere con altri insegnanti questa missione che ci pone come obiettivo principale quello di guidare per mano i nostri giovani affinché diventino buoni cristiani, onesti cittadini e futuri abitatori del cielo.

Nicoletta De Remigis

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